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Pompei rivela i suoi segreti

  • Immagine del redattore: Rossana
    Rossana
  • 28 lug 2025
  • Tempo di lettura: 3 min
Pompei
Pompei

Pompei rivela i suoi segreti: un viaggio nella città sospesa nel tempo


Pompei rivela i suoi segreti


Una nube oscura, guizzi di fuoco, e poi il silenzio.

Così Plinio il Giovane descriveva la catastrofica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che, in sole 36 ore, seppellì Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia e Boscoreale sotto una coltre di cenere e lapilli incandescenti. Una tragedia immane che, paradossalmente, ha trasformato queste città in capsule del tempo, preservandole quasi intatte per diciassette secoli.

Quando gli scavi iniziarono nel 1748, fu chiaro il valore inestimabile di quanto riportato alla luce: abitazioni, affreschi, oggetti di uso quotidiano, tutto esattamente come era al momento del disastro, offrendo una finestra unica sulla vita romana.


Pompei: un centro vibrante e la sua architettura unica


Al momento dell'eruzione, Pompei era una fiorente città commerciale di circa 25.000 abitanti, celebre per il vino e il clima salubre. Nata su un insediamento sannita, a sua volta sovrapposto a un antico villaggio degli Oschi, la Pompei romana (dall'80 a.C.) si sviluppò con una caratteristica pianta a scacchiera che si sovrappose però alle preesistenze, creando un contorno irregolare.


Il cardo (la via principale nord-sud) era spostato a occidente, e due decumani (vie principali est-ovest) paralleli lo intersecavano, formando le "insulae" (isolati). L'attuale divisione in nove "regiones" è frutto degli scavi ottocenteschi, e oggi è stato riportato alla luce poco più del 60% della città.


Il Foro, cuore pulsante della vita politica e commerciale, era strategicamente posizionato tra i due decumani. Su di esso si affacciavano:

La Basilica

Quattro templi

Le terme

La Curia

Uffici pubblici, mercati per verdure, cereali, carne e pesce (macellum)


Ma Pompei non era solo il Foro! Il tessuto urbano era ricco di:

Botteghe

Ricche case patrizie e umili abitazioni

Un secondo foro triangolare

Due teatri all'aperto

Altre terme e lupanari (bordelli)

Alberghi e taverne

Nelle regioni sud-orientali, un'ampia palestra e un grandioso anfiteatro capace di ospitare circa 20.000 spettatori.


Queste straordinarie architetture e gli affreschi intatti ci offrono una testimonianza inestimabile dello stile di vita, delle tecniche costruttive e decorative, e dell'organizzazione economica e sociale degli antichi Romani.


Gemme architettoniche e artistiche di Pompei:


Esploriamo alcune delle dimore e decorazioni più famose:


  • Villa dei Misteri

    Poco fuori Porta Ercolano, questa villa suburbana è celebre per la sua megalografia nel triclinio, che raffigura i misteri di Dioniso. Un esempio raro di affreschi originali ancora in situ, a differenza di molti trasportati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.


  • Prospettiva Architettonica (Casa del Labirinto)


    Gli affreschi del cubicolo 16, riconducibili al Secondo Stile pittorico ("dell'architettura in prospettiva"), creano illusioni di profondità e spazi aperti con finte architetture e colonne.


  • Casa del Labirinto

    Una ricca domus sannita ampliata nel I secolo a.C., prende il nome dal mosaico pavimentale del triclinio che raffigura un labirinto con al centro la lotta tra Teseo e il Minotauro. La sobrietà del mosaico esaltava la complessità degli affreschi circostanti.


  • Casa del Fauno

    La più grande e opulenta residenza privata di Pompei, costruita attorno al 120 a.C. Famosa per il bronzetto del Fauno danzante e, soprattutto, per il monumentale mosaico della Battaglia di Alessandro, oggi a Napoli. I suoi mosaici, come quello delle maschere teatrali, erano un segno distintivo dell'opulenza.


  • Casa del Menandro

    Un'ampia domus con oltre cinquanta stanze, ristrutturata poco prima dell'eruzione. Prende il nome dal dipinto del poeta greco Menandro conservato nell'esedra, caratterizzata da affreschi del Quarto Stile con vivaci fondi giallo dorato.


  • Casa delle Vestali

    Distrutta e ricostruita, questa casa con due atri e un peristilio ospitava affreschi che forse raffiguravano le vestali, da cui il nome.


  • Parete con Narciso (Casa delle Vestali)

    Un affresco emblematico del Quarto Stile ("dell'illusionismo prospettico"), gioca su contrasti cromatici e illusori. Raffigura il mito di Narciso, un inno alla bellezza e alla tragica condanna dell'auto-ammirazione, con dettagli simbolici come la fiaccola rovesciata.


  • Intonaco Dipinto e Rilievi in Stucco (Casa di Meleagro)

    Un esempio unico di affreschi che combinano pittura e rilievi in stucco in un'abitazione privata pompeiana. Scene mitologiche, nature morte e architetture illusorie creano un ambiente sontuoso.


  • Casa del Poeta Tragico

    Piccola ma riccamente decorata con affreschi del Quarto Stile. Il nome deriva da un mosaico nel tablinum raffigurante una scena teatrale tragica.


  • Sacrificio di Ifigenia (Casa del Poeta Tragico)

    Un affresco di grande impatto emotivo, reinterpretazione di un'opera greca del V secolo a.C. La scena, ambientata nel mito della guerra di Troia, mostra Ifigenia che sta per essere sacrificata, con Agamennone che si copre il volto in segno di disperazione – un dettaglio celebrato anche da Plinio il Vecchio.


Pompei è molto più di un sito archeologico; è un libro aperto sulla vita quotidiana, sull'arte e sulla società di quasi duemila anni fa. Ogni visita è un'immersione profonda in un passato che continua a raccontarci storie affascinanti.


Sei mai stato a Pompei? Quale dettaglio o storia ti ha colpito di più? Condividi la tua esperienza nei commenti!



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